Brevi Notizie di Scienza
La galassia smeraldo
Giovedì 22 Marzo 2012 05:04

galassia_smeraldo

A disco, a spirale, a ellisse, a sombrero, a globo, a anello.

Non basta. Recentemente è stata scoperta una galassia di forma simile a quella del classico taglio rettangolare dello smeraldo. LEDA 074886, questo il suo codice di catalogazione, è una  galassia nana, di debole luminosità, all'interno di un gruppo di 200 e più galassie di forme tradizionali, localizzato nella costellazione di Eridano. Essa è stata individuata da un team di ricerca del quale fanno parte astronomi australiani, finlandesi, tedeschi e svizzeri. La prima immagine della nuova galassia è stata però registrata dal telescopio giapponese Subaru, quasi per caso, durante le operazioni di messa a fuoco nel corso per indagini su un altro corpo celeste . La galassia smeraldo si trova a 70 milioni di anni luce dal nostro sistema solare e mostra, al centro della sua struttura rettangolare, un disco di formazione stellare in rapida rotazione. I ricercatori che l'hanno individuata sono convinti che possa fornire utili elementi per i modelli fisico-matematici di formazione delle galassie. Essi ritengono che la galassia smeraldo si sia formata dalla fusione di due galassie a spirale. Un tipo di sconto simile a quello che avverrà, tra 3 miliardi di anni, quando la nostra Via Lattea si scontrerà con la galassia Andromeda. Nell'attesa contentiamoci di ammirare la bellezza e di scoprire i segreti di questo piccolo gioiello cosmico. (flf)

Per saperne di più:

- articolo originario

- sito Subaru Telescop

- National Geographic 

 
La materia oscura fa le bizze
Lunedì 05 Marzo 2012 11:41

materia_oscura_bizze

Le notizie sulla materia oscura si susseguono senza interruzione. I modelli che la scienza ha ipotizzato per questo elemento non visibile del nostro Universo nell'ultima decina di anni, sembrano oggi perdere consistenza di fronte ai nuovi dati del telescopio spaziale Hubble. Fino ad ora le teorie esistenti rappresentavano la materia oscura ancorata alle galassie visibili. Recentemente gruppi di ricerca americani e giapponesi studiando l'effetto "lensing" gravitazionale di vari milioni di galassie, hanno confermato e ampliato questa visione. La materia oscura non solo si addensa  attorno a quella ordinaria, alle galassie quindi, ma forma un merletto che si estende lieve senza strutture in tutto lo spazio. Lo spazio intergalattico, che abbiamo sempre descritto come vuoto sarebbe invece riempito da questa trina leggera, invisibile, senza strutture e addensamenti, ma onnipresente. La materia oscura è attorno a noi, ovunque nello spazio. Già questo modifica quanto pensavamo. Ora nuovi dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble relativi all'ammasso di galassie Abell 520 distante  2 miliardi e mezzo di anni luce da noi, hanno messo in evidenza la presenza di un nucleo costituito da materia oscura.

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Pianeti nomadi
Sabato 25 Febbraio 2012 09:52

Abbiamo sempre pensato che i pianeti avessero tutti una loro stella attorno a cui orbitare. Non è così. Studi recenti mostrano che potrebbero esserci nella nostra galassia, la Via Lattea, potrebbero esserci un numero di pianeti "indipendenti" che non fanno parte di sistemi planetari,100.000 volte maggiore del numero delle stelle osservabili. La scoperta è stata annunciata dal Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology (KIPAC), un Istututo dipendente dal National Accelerator Laboratory di SLAC e dalla Università di Stanford. Se confermata, porterebbe a modificare le nostre attuali teorie sulla formazione dei sistemi planetari, sulla nascita e sulla abbondanza della vita nel nostro Universo.(flf

Per saperne di più: 
Stanford Univeristy News

 
La materia oscura è attorno a noi
Lunedì 13 Febbraio 2012 18:06

materiaoscuraSembra il titolo di un romanzo di fantascienza, ma non è così. La materia oscura è distribuita attorno alle galassie visbili, esse non hanno veri limiti. La materia oscura (una materia a noi invisbile)  le circonda come una trina e si estende riempiendo lo spazio tra una galassia e l'altra. Un gruppo di ricerca guidato da Brice Menard  (University Toronto) e Masataka Fukugita (IPMU Giappone) ha comunicato oggi, 13 febbraio 2012, di essere pervenuto a questa strabiliante scoperta dall'esame delle immagini di 24 milioni di galassie classificate dallo Sloan Digital Sky Survey. Il riusultato è la conseguenza dell'identificazione e dello studio degli effetti di "lente gravitazionale" presenti in queste immagini. Così le galassie visibili sono solo i nodi di una rete di materia invisbile che riempe con continuità tutto lo spazio.(flf)
Per saperne di più:

Institute Physics and Mathematics of the Universe - Japan 
IPMU 
News source: Inter
actions NewsWire #07-12 13 February 2012

 
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