La materia oscura fa le bizze
Lunedì 05 Marzo 2012 11:41

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Le notizie sulla materia oscura si susseguono senza interruzione. I modelli che la scienza ha ipotizzato per questo elemento non visibile del nostro Universo nell'ultima decina di anni, sembrano oggi perdere consistenza di fronte ai nuovi dati del telescopio spaziale Hubble. Fino ad ora le teorie esistenti rappresentavano la materia oscura ancorata alle galassie visibili. Recentemente gruppi di ricerca americani e giapponesi studiando l'effetto "lensing" gravitazionale di vari milioni di galassie, hanno confermato e ampliato questa visione. La materia oscura non solo si addensa  attorno a quella ordinaria, alle galassie quindi, ma forma un merletto che si estende lieve senza strutture in tutto lo spazio. Lo spazio intergalattico, che abbiamo sempre descritto come vuoto sarebbe invece riempito da questa trina leggera, invisibile, senza strutture e addensamenti, ma onnipresente. La materia oscura è attorno a noi, ovunque nello spazio. Già questo modifica quanto pensavamo. Ora nuovi dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble relativi all'ammasso di galassie Abell 520 distante  2 miliardi e mezzo di anni luce da noi, hanno messo in evidenza la presenza di un nucleo costituito da materia oscura.

La materia oscura si addensa e forma quindi strutture complesse anche in assenza quasi totale di materia ordinaria, contraddicendo ogni previsione del modello fin ora accettato. Le spiegazioni possibili sono diverse ma non sembrano convincere gli astrofisici. Intanto il nucleo oscuro potrebbe inglobare molte piccole galassie ordinarie per noi inosservabili a causa della loro bassa luminosità. La seconda ipotesi è che il nucleo di materia oscura possa essersi formato durante la collisione tra tre galassie ordinare, insomma potrebbe essere un grumo di materia oscura contesa tra tre galassie, strappata ed andata poi alla deriva nello spazio. L'ultima ipotesi è la più drastica. Le nostre conoscenze sono ancora poche, le nostre teorie sono primitive, i modelli che ne derivano sono errati; la materia oscura interagisce con se stessa e può formare strutture ed addensamenti. 

Di fatto la materia oscura sembra dirci che non l'abbiamo affatto capita, ma la situazione è ancora più complessa. Da una parte i fisici relativistici affermano che gli astronomi studiando la velocità di rotazione delle galassie utilizzano la teoria newtoniana anziché la Relatività Generale e le sue estensioni. L'effetto attribuito all'invisbile materia oscura sarebbe allora nascosto già nelle equazioni della Relatività  Generale di Einstein. Per altri la materia oscura è addirittura una illusione prodotta da un effetto di polazizzazione gravitazionale del vuoto. Questo però richiede che particelle ed antiparticelle si respingano gravitazionalmente, cosa non certo inclusa al momento nel nostri modelli o prevista dalla nostre teorie. Insomma un puzzle complesso e stimolante. L'avventura continua. (flf)